
E’ il gioiello di casa Canopus, un potente, versatile e innovativo software di conversione video che, a poco tempo dal suo lancio, reclama il ruolo di leader del mercato. Sul banco di prova in questo speciale LAB-TEST il Procoder, che risponde alla sfida di altri 3 campioni della conversione digitale: Pegasys TMPGen, MainConcept MPEG Encoder e CinemaCraft Encoder. Chi sarà il vincitore?
L’installazione del software è semplice e rapida. Se nel sistema è rilevata una versione di Adobe Premiere (compreso PremierePro) viene richiesto di installare lo specifico plugin che permette di esportare la time-line di Premiere direttamente all’encoder senza la creazione di file avi intermedi. Per il corretto funzionamento il software esige la chiave hardware USB fornita in dotazione e che, probabilmente, è la causa di una certa lentezza nella fase iniziale di avvio.
Per i meno esperti il software è dotato di un pratico wizard che guida l’utente nella scelta del video origine da convertire, del formato di destinazione e nella finalizzazione del processo. Non è possibile tramite wizard intervenire sulle impostazioni avanzate tranne che per le opzioni del formato di uscita, ma il vantaggio è proprio questo: estrema semplificazione della fase di creazione del progetto per permettere a tutti di essere subito ready to go!.
Se si desidera accedere alle impostazioni avanzate di codifica bisogna optare per la tradizionale interfaccia grafica.
La schermata principale è estremamente intuitiva e si compone di tre moduli principali:




· 601 Correction – Expand Color Space: Per comprendere l’utilità dei due nuovi filtri aggiunti nella versione 1.5 di ProCoder, occorre fare un piccolo richiamo di teoria. Lo standard ITU-R.BT601 prevede che il normale range dinamico del video sia 16-235. Su computer invece il range da tenere in considerazione è 0-255. Alcuni codec digitalizzano il video YUV su scala RGB a 255 valori. Il perché di questo è presto detto: far sì che la grafica generata al computer abbia valori di gamma accettabili per il PAL/NTSC. Il risultato indesiderato è che tutti i segnali sopra i 100 IRE, in fase di ricompressione, vengono tagliati oscurando quindi le scene più luminose. Il codec DV QuickTime ad esempio provvede a scalare automaticamente a 255, nell’MJPEG invece non avviene. Questo filtro opera appunto la scalatura della conversione YUV-RGB a 255.
· 601 Correction – Shrink Color Space: Al contrario di quanto visto con l’Expand Color Space, questo filtro invece va utilizzato per un effetto di mappatura del video YUV 16-235 senza scalare. Il risultato è una maggiore luminosità e un’attenuazione del contrasto delle immagini.
· Adaptive Deinterlace: Filtro video da utilizzare per operazioni di deinterallacciamento al fine di migliorare la visione su schermi progressivi. I risultati migliori si raggiungono con il filtro impostato su "Adaptive" e su "Interpolate from dominant field", a tal punto da preferire la deinterallacciatura del ProCoder a quella dei software di editing per eseguire un buon ralenty.
· Bitmap Keying: Permette di "bucare" il colore di un immagine(bmp o tga) per ottenere effetti di sovrimpressione, particolarmente indicato quindi per scopi di titolazione. Il superimpose derivante è di ottima qualità(soprattutto sfruttando l’AlphaChannel) con totale assenza di fenomeni di flicker.
· Black/White Correction: La differenza principale tra la pellicola e il video digitale è la tendenza del bianco, in quest’ultimo, a bruciare ad essere cioè troppo intenso. Con questo filtro si può appunto intervenire sui livelli di intensità del bianco/nero attenuandoli o esaltandoli (per aumentare il contrasto sul nero ad esempio) nella perenne ricerca di effetti di gamma Cine-look.
· Blur: Filtro per effetti di sfocatura a maschera rettangolare, da utilizzare per applicazioni particolarmente creative.
· Circular Blur: Filtro per effetti di sfocatura a maschera circolare. Rispetto al filtro Blur è più morbido e potrebbe anche essere utilizzato per mascherare difetti di video molto rumorosi a patto di accettare un ovvio calo di definizione.
· Color Correction: Permette un controllo totale dei parametri video quali luminosità, contrasto, tinta e saturazione.
· Color Safe: Altro filtro da utilizzare per dare alle immagine un aspetto "professionale". Opera una riduzione della luminosità e della saturazione per avvicinare il video di natura digital-consumer a quello broadcast .
· Crop: Filtro per operazioni di cropping, molto comoda la maschera di dialogo che permette di avere un’idea chiara e precisa del risultato finale.
· Fade In: Questo filtro applica una dissolvenza nera all’inizio del filmato di durata variabile da 1 a 5 secondi, utilissimo in ottica editing.
· Gamma Correction: Permette di intervenire sulla curva gamma del video. Interessante il suo utilizzo in combinazione con altri filtri per la ricerca di un look cinematografico.
· Gaussian Blur: Filtro per ottenere una sfocatura di tipo Gaussian.
· Median: Migliora la qualità video eliminando i pixel affetti da disturbi che inficiano la nitidezza dell’immagine. In alcuni casi il guadagno è davvero notevole ed è un ottimo alleato per combattere fenomeni di ringing. Tuttavia bisogna mettere in preventivo una conseguente leggera riduzione di definizione, dovuta al velo di sfocatura introdotto. Il fenomeno è particolarmente evidente su linee rette e sottili con la caratteristica tendenza ad ammorbidire e arrotondare.
· Video Pulldown: Questo filtro permette la conversione di materiale progressivo in uno di tipo interallacciato al fine di ottimizzarne la visualizzazione su TV. In seguito alla conversione è possibile notare un leggero tremolio sulle immagine statiche.
Passando alla sezione audio invece sono 3 i filtri da poter applicare:
· Lowpass filter : Questo filtro ripulisce l'audio da frequenze troppo elevate allo scopo di attenuare il rumore. E’ possibile indicare a partire da quali frequenze operare il taglio(intervallo 1-48).
· Normalize: Filtro di normalizzazione per eliminare i picchi audio.
· Volume: Filtro per aumentare o diminuire il volume delle clip video.
Possiamo a questo punto chiudere la finestra ADVANCED e ritornare al modulo SOURCE, ma, prima di passare oltre e scoprire la finestra TARGET, vale la pena soffermarsi ad illustrare l’utilità della funzione Stich. Supponiamo di avere diversi contributi video(anche di formati differenti) che vogliamo unire e convertire in DVD. La strada più semplice per ottenere ciò è quella di utilizzare un comune software di editing, pena però la perdita di tempo, di spazio e soprattutto di qualità. L’unica alternativa fattibile che non implichi compromessi spazio/qualità è quella di compilare uno script AviSynt: ma quanti hanno familiarità con questo linguaggio video?
Con il Procoder dimenticate tutte queste difficoltà: basta semplicemente caricare nel SOURCE le diverse clip video, abilitare la funzione Stich e….tutto qui!

Un solo click e il ProCoder provvederà ad unire automaticamente le nostre quattro sorgenti convertendole nel formato di uscita che abbiamo scelto. La durata del video finale sarà pari alla somma della lunghezza dei singoli video(49s ese.)
Questa funzione apre a scenari nuovi: è possibile infatti convertire una clip e nello stesso tempo eliminare dal suo interno le parti indesiderate. Caricata nel Source la clip in questione diverse volte, si seleziona per ciascun sorgente il punto di inizio e fine conversione e quindi si abilita la funzione Stich. Addirittura si può utilizzare il filtro Fade In per rendere più morbido il passaggio da una scena all’altra: non è affatto esagerato definire il ProCoder, oltre che encoder, anche un ottimo e versatile strumento di editing.
Completata la configurazione del Source passiamo al secondo punto, la finestra Target.

In uscita è possibile selezionare fra i seguenti formati: AVI, MPEG, QuickTime, RealVideo, WindowsMedia.
La scelta del profilo da utilizzare per la conversione avviene tramite un interfaccia organizzata in cinque sottocartelle:

Molto precisi i tempi di elaborazione indicati in modalità CBR, meno invece quelli forniti durante la codifica VBR che tendono ad aumentare notevolmente nella seconda parte dell’operazione. Un cospicuo guadagno prestazionale si ottiene disabilitando la preview.
Uno dei punti di forza del software è rappresentato dalle conversioni multiple, la possibilità cioè convertire diverse clip video in un unico formato di uscita o, al contrario, encodare una sola sorgente in più formati: in altre parole tutti i file presenti nella Source List saranno automaticamente convertiti nei profili presenti nella Output List. Ma a questo punto i lettori più smaliziati si staranno chiedendo: se voglio convertire il Video1 nel solo formato DVD e il Video2 nel solo formato DV lavorando all’interno di un solo progetto(da avviare magari durante la notte per avere le clip pronte al mattino) è possibile farlo?No..cioè si!
Se noi carichiamo nella Source List le due clip e creiamo una Output List con i due profili(DVD e DV) ci ritroveremo con ciascun delle due clip convertita in entrambi i formati: è un ovvio spreco di tempo e gigabyte!
In ottica automazione parliamo anche di Droplet:

Un Droplet si crea dal menù Tool e consiste nel definire un formato di uscita con determinate caratteristiche. Per velocizzare il processo di conversione, quando dobbiamo convertire un file o più file in quel formato, basterà, mediante drag&drop, trascinare i file video sull’icona del droplet creato: automaticamente il ProCoder si avvierà e sarà pronto alla conversione. Nel droplet non è possibile specificare la cartella di destinazione dei file video compressi, e si appoggerà pertanto a quanto indicato nella finestra "Transcoding Setting"
Qui si conclude la Prima parte della prova su strada del Canopus Procoder, nella prossima analizzeremo le Prestazioni.
Guida concessa da VideoMakers.net