L'operazione, lanciata da pochi giorni, offre agli abbonati Vodafone Casa di lasciare definitivamente Telecom Italia, trasformando il proprio numero fisso in numero mobile senza cambiarlo, oppure acquistandone uno nuovo, sempre camuffato (grazie al prefisso) da telefono fisso.
Per Telecom Italia si tratta di una rappresaglia contro la causa che alcuni mesi fa Vodafone aveva intentato contro Unico, il telefonino dual mode che può essere utilizzato come telefono fisso in casa e fuori come mobile. L'Authority aveva posto dei limiti nell'offerta di Telecom Italia dell'Unico perché non ripetibile dai suoi concorrenti e questa decisione aveva spinto Telecom Italia ad annunciare (questa almeno è la versione ufficiale) lo scorporo delle attività di Tim, fuse con Telecom quasi due anni fa.
Ora Telecom Italia blocca Vodafone, sostenendo che il carrier mobile non è un operatore di telefonia fissa; Vodafone replica che nel 1999 aveva chiesto e ottenuto un'autorizzazione da parte dell'Authority anche per la telefonia fisso, tanta, che la stessa Authority le aveva assegnato un preciso arco di numerazioni fisse.
E' però vero che anche Vodafone, considerata per le sue dimensioni dall'Authority operatore dominante nel mobile, ha lanciato un'offerta difficilmente ripetibile dai suoi concorrenti: non da Wind (che ha sia fisso che mobile) ma certamente da Tele2 e Tiscali nel fisso e da 3 nel mobile.
Vodafone oltretutto ricorre alla magistratura ordinaria, scavalcando Authority per le Comunicazioni e Antitrust, forse perché le vede troppo deboli con Telecom.
Siamo alle solite: la guerra tra Telecom Italia e i suoi concorrenti si ripercuote negativamente con una riduzione delle possibilità di scelta e dei vantaggi per i consumatori; in altre occasioni gli stessi operatori si mettopno d'accordo e fanno cartello, come è successo per anni tra Tim e Vodafone, condannate e sanzionate per questo cartello dall'Antitrust (negli anni scorsi).
Una prova della presunta debolezza dell'Authority delle Comunicazioni nei confronti di Telecom Italia potrebbe essere la bocciatura da parte del Tar del Lazio della decisione di autorizzare l'offerta commerciale Alice 20 Mega di Telecom Italia, perché non ripetibile negli stessi termini da parte dei concorrenti; ma l'ex monopolista non si arrenderà e ricorrerà al Consiglio di Stato.